“Trovare speranza in tempi difficili” di Radhanath Swami

Radhanath Swami 17/05/2020 (Live su Facebook)   

Come e dove si può trovare la speranza in tempi difficili? 

La parola ‘trovare’ porta il mio cuore a ricordare le parole nella Bibbia, “Chi cerca trova”. Nei Veda c’è un’espressione in sanscrito, sarah grahi, che significa che raggiungiamo la vera felicità quando impariamo come cercare l’essenza. 

La natura ce lo insegna in tanti modi: pensiamo alla farfalla e all’ape che vanno di fiore in fiore, cercando l’essenza, che è il nettare. Non vengono distratte da altre attività, continuano sempre a cercare l’essenza. Quando la trovano, se ne nutrono e sono felici. Poi impollinano ovunque vadano. La fase dell’impollinazione è molto importante: ricevere qualcosa, portarla con sè e condividerla con tutti, ovunque si vada. 

Gli alberi, le piante, tanti dei meravigliosi doni che abbiamo su questa Terra, dipendono da questi piccoli insetti e dalla loro impollinazione. Ma cosa fa impollinazione? Risveglia il potenziale… nei frutti, nei fiori, nelle piante.    

Ognuno di noi ha in sè lati positivi e lati negativi. C’è sempre luce e oscurità. 

Ovunque andiamo, abbiamo il potere di diffondere speranza o negatività. La mosca cerca luoghi sporchi e ovunque vada può portare malattie. L’idea di cercare luce e coltivare speranza è molto importante. Dove troviamo questo nettare? Nella vita abbiamo bisogno gli uni degli altri. Cerchiamo quindi la compagnia di persone che ispirano speranza, felicità e connessione spirituale, che ci danno una visione positiva della vita e ci aiutano a capire quanto siano insignificanti alcune preoccupazioni rispetto ad un quadro olistico di ciò che è veramente importante: l’essenza. 

Possiamo trovare questo nettare anche scegliendo buoni libri da leggere e dedicandoci ad una pratica spirituale regolare, impiegando ogni giorno un po’ di tempo a creare una connessione dentro di noi con chi siamo realmente. Lì troviamo gioia, riceviamo un regalo meraviglioso da condividere con gli altri, specialmente in questi tempi di ansia. 

Se una casa ha fondamenta solide, resiste alle intemperie. Allo stesso modo, se una persona ha solide fondamenta spirituali, affronta meglio le tempeste che si trova ad affrontare nella vita. 

Le fondamenta non possono essere viste con gli occhi. 

Non possiamo avere il controllo sul comportamento degli altri, ma lo abbiamo sempre su come noi stessi rispondiamo. 

Possiamo prepararci per i tempi difficili. Tutti hanno bisogno di rifugio e la felicità ci dà rifugio, anche in tempi difficili. 

Tutti stiamo cercando la felicità. Ma dove? Alcuni la cercano nel denaro, nella fama, nel potere, nel sesso. Altri nella bontà, nella gentilezza e nella grazia del Signore.  

Amare ed essere amati è la sola felicità, la nostra essenza, la nostra natura. 

La speranza è una qualità che sostiene l’amore. Il bambino in difficoltà piange, perché ha la speranza che la mamma o qualcun altro lo aiuti. L’albero, nelle stagioni più rigide, quando tutto è coperto dalla neve non ha frutti e neanche un fiore, ma mantiene entusiasmo e pazienza in attesa che giungano i tempi giusti. Il potenziale dei frutti è lì, e quando arriverà il sole si potrà godere la bellezza dell’estate. Arriveranno foglie e tanti frutti. È una celebrazione di speranza.   

Nel deserto del Bahrein c’è un albero enorme, pieno di foglie, che è lì da centinaia di anni. Lo chiamano ‘l’albero della vita’. Cresce senza una goccia d’acqua, mostrandoci come possiamo crescere, in situazioni difficili, se abbiamo un’attitudine positiva e coltiviamo la speranza, se siamo noi stessi strumenti per un cambiamento positivo. 

Il mio amato Maestro spirituale, Srila Prabhupada, scrisse che la grandezza di una persona può essere stimata in base a quanto tollera le situazioni provocatorie, a come risponde in tempi di sfida. Non è facile, che sia nello sport, nello studio o in altri ambiti, ma cresciamo quando rispondiamo con entusiasmo allo stress, alla pressione, cercando opportunità nei momenti di crisi. 

Questo non significa restare indifferenti. Dobbiamo essere realisti e proteggere noi stessi e i nostri cari, meglio che possiamo, e prenderci cura del nostro corpo. Ma sappiamo che nella vita prima o poi le malattie arriveranno. Questa consapevolezza non deve toglierci entusiasmo.   

In questo mondo esiste dualità, ed è inevitabile: c’è felicità e sofferenza. Se il nostro scopo nella vita è scoprire la nostra essenza interiore, in ogni situazione vedremo un seme per crescere.    

Quando critichiamo superficialmente le persone per il colore della pelle o per altri aspetti, dovremmo riflettere sul fatto che siamo tutti umani, proveniamo dalla stessa fonte e siamo lo spirito che è dentro di noi. Connetterci con il nostro vero sé è il più grande scopo della vita, insieme a cercare la vera armonia con Dio, con ogni essere vivente, con madre natura. 

Diventando strumenti di compassione, riceviamo l’amore di Dio. È un’opportunità che tutti noi abbiamo: sanatana dharma, risvegliare l’amore che abbiamo nel cuore e darlo agli altri. Questo dà vera gioia. 

Il risveglio alla nostra vera natura è presente come obiettivo in ogni sentiero spirituale. C’è un importantissimo verso della Bhagavad-gita, molto breve, ma che racchiude lo scopo della vita, sarve sukhino bhavantu: il più grande intento nella vita è far sì che tutti gli esseri siano felici. È questa l’essenza che dobbiamo cercare. 

Attualmente viviamo una situazione che non avevamo mai vissuto prima, ma nella storia si sono già verificati momenti simili di grandi difficoltà, in forma di pandemia o in altre forme. Sono tempi molto duri, ma da una prospettiva spirituale le crisi sono sempre state parte di tutte le storie religiose. La connessione spirituale è ciò di cui le persone hanno più fame, sempre. Pensiamo agli schiavi, ai cristiani che sono stati perseguitati, agli islamici che si sono confrontati con situazioni di grande pericolo, e al Buddha, che nel momento più difficile della sua vita ha lasciato la sua casa per cercare l’essenza. 

Nella religione hindu, la Bhagavad-gita inizia con una guerra drammatica… Perché?  Tutti vogliamo la pace, la felicità, l’amore. Questi bellissimi doni che desideriamo, dobbiamo cercarli tramite le scelte che facciamo, tramite le pratiche spirituali, le persone che frequentiamo. Possiamo scegliere il modo in cui spendere il nostro tempo per coltivare quei valori e quelle virtù e apprezzare veramente tutte le persone che oggi stanno rischiando la vita per aiutare gli altri. Possiamo sempre riconoscere le opportunità che abbiamo di essere speranza e felicità per gli altri, anche in tempi duri. 

Un grande santo dell’India, Bhaktivinoda Thakura, scrisse che la più grande opportunità è servire. Tutto passa, tutto cambia in questo mondo. Abbiamo bisogno di rifugio, di certezza interiore, ed è nel dare che riceviamo. Come l’ape, o la farfalla, cerchiamo l’essenza di chi siamo, cerchiamo di rendere le nostre vite davvero meravigliose, adoperandoci per rendere felici tutti gli esseri viventi. 

 

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