“Progrediamo assumendoci responsabilità” di Radhanath Swami

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Assumersi responsabilità è la modalità con cui progredire. Assumersi responsabilità è, nella Coscienza di Krishna, una forma necessaria di bhakti, perché quando ci assumiamo responsabilità per uno scopo spirituale, quel senso di responsabilità è profonda devozione. Se non ci assumiamo responsabilità non mettiamo veramente il nostro cuore in qualcosa, e invece vogliamo mettere il cuore in tutto ciò che facciamo! Dunque è importante che ci assumiamo responsabilità, qualunque cosa facciamo.

Se spazziamo il pavimento capricciosamente, solo quando ne abbiamo voglia, non vi è una profonda meditazione in quell’atto, ma quando ci assumiamo davvero la responsabilità di mantenere pulito quel pavimento, ci mettiamo il cuore.

Se una madre non si sente responsabile per il suo bambino, farà capricciosamente quello  che le va. Ma se pensa: “Questo bambino è una mia responsabilità”, ci metterà tutto il cuore e l’anima, e mediterà su ciò che è meglio per quel bambino.

Dunque qualsiasi cosa facciamo, è molto favorevole alla nostra vita spirituale farlo con un senso di responsabilità. Ma nello stesso tempo ognuno ha il libero arbitrio, e possiamo fare solo ciò che è nelle nostre possibilità. Tutti abbiamo i nostri limiti, e fa parte dell’umiltà comprenderli e riconoscerli. “Non posso essere tutto per tutti. Krishna può essere tutto per tutti!”

Krishna può danzare con milioni di gopi nello stesso istante e rimanere un brahmacari. Potete farlo? Nemmeno io lo posso fare! Non lo può fare nessuno a parte Krishna. Nemmeno Vishnu lo può fare. Lakshmi voleva partecipare alla rasa lila perché voleva stare con Krishna. Ha lasciato Vaikuntha. E Vishnu e Krishna non sono diversi. Krishna manifesta un’opulenza così grande di amore con cui può soddisfare chiunque.

Krishna a Vrindavana reciproca simultaneamente con ogni fiore, ogni ramoscello, ogni istante, ogni gopa, ogni gopi, ogni mucca, ogni cerbiatto, ogni tigre. Krishna poteva sedersi sulle rive della Yamuna con migliaia di pastorelli, e ognuno di loro pensava: “Krishna sta guardando solo me. Non smette mai di guardarmi. Mi sorride! Mi ama così tanto! Ci sono così tanti pastorelli ma guarda solo me!”

Possiamo farlo? Questo è Krishna. Dunque se comprendiamo i poteri di Krishna, non cercheremo di essere Krishna. Più conosciamo i poteri di Krishna e più diventiamo umili, comprendendo i nostri limiti. Ma patram pushpam phalam toyam… Potremmo avere la capacità di offrire un piccolo fiore, ma se lo facciamo con un sincero senso di responsabilità, una responsabilità di devozione verso Krishna, allora Krishna è soddisfatto.

 

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