“E’ necessario pregare per essere protetti?” di Radhanath Swami

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Domanda a Radhanath Swami: Studiamo nel Bhakti Yoga che dovremmo avere fede nella protezione del Signore e che quindi dovremmo essere senza paura, ma generalmente vediamo che c’e’ una pratica appena saliamo in treno o in autobus: cantiamo il Narasimha Arati, oppure molti devoti pregano il Signore Nrsimhadeva per essere protetti dalla morte. Come possiamo integrare questi due aspetti?

Radhanath Swami: Uno dei nostri devoti mi ha raccontato di essere un membro dell’ATS, la squadra antiterroristica. E’ un devoto molto sincero. Si dice che per tre giorni abbia lottato contro i terroristi all’hotel Tajmahal. Spiegava quanto fosse stato difficile perche’ lanciavano granate ovunque e c’era cosi’ tanto fumo da impedire di capire dove ci si trovasse. I terroristi sapevano dove trovarti, ma lui non sapeva dove fossero loro perche’ loro utilizzavano questo fumo ed avevano pistole davvero di qualita’.
Mi ha detto: “Ad un certo punto c’era cosi’ tanto fumo e stavano sparando.” Stavano sparando proprio a lui e ad uno dei suoi compagni. Aveva un telefono cellulare su cui aveva registrato le preghiera a Nrsimhadeva perche’ sapeva di non avere speranza. C’era fumo, loro sparavano, e lui non sapeva dove sparare per difendersi. Cosi’ inizio’ ad ascoltare e cantare le preghiere al Signore Nrsimhadeva a massimo volume dal suo telefono.
Quando il fumo svani’ vide che tante persone erano morte, ma i proiettili indirizzati a lui colpirono invece una colonna di fronte a lui. Non sapeva nemmeno che ci fosse quella colonna e quei proiettili lo avrebbero sicuramente colpito, ma colpirono invece la colonna. Il Signore Nrsimhadeva apparse da una colonna per proteggere il suo devoto Prahlad, e qui, in questa vicenda, apparse come una colonna per proteggere un altro suo devoto.
Anche se fosse morto, poiche’ stava cantando i nomi divini sarebbe tornato a Casa nel regno spirituale, e sarebbe stato molto piu’ auspicabile rispetto a stare in questo luogo in cui c’e’ un pericolo ad ogni passo. Comunque finche’ siamo in questo posto dove per ogni passo c’e’ un pericolo, dovremmo accedere all’amore di Dio nella nostra vita, in modo da diventare strumenti di questo amore e portare le persone dalla paura alla speranza, assicurando una nuova era di cambiamento.

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