“Yoga significa controllare la mente” di Radhanath Swami

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Lo yoga è spesso frainteso come semplice controllo del respiro, asana ed esercizi fisici. Per alcuni significa praticare regole basate sulla morale, e per altri è coltivare la conoscenza delle scritture, ma il vero proposito dello yoga e fissare la mente sul Supremo.
Secondo la Bhagavad-gita, lo yoga non può essere praticato finché non riusciamo a controllare la mente. Una mente incontrollata impedisce all’anima di ricercare il proprio stato naturale di estasi, che è ciò che il praticante cerca di raggiungere attraverso lo yoga. La nostra mente funziona come la struttura di una televisione. La televisione è formata da plastica, metallo e vetro con all’interno dei circuiti. Questa scatola si può sintonizzare su onde di energia trasmesse da un satellite e produrre immagini e suoni.
Il piacere che stiamo ricercando in questo mondo è paragonato all’energia trasmessa dal satellite. I satelliti possono trasmettere energia che può essere ricevuta da milioni di televisioni, ma non tutte le televisioni sono sintonizzate sullo stesso canale. Per gli esseri umani, i sensi sono come un’antenna che riceve qualunque stazione che il ricevitore sceglie. Il ricevitore è la mente. Noi ci sintonizziamo con ciò su cui la mente si focalizza, e ciò su cui si focalizza sarà ciò che influenzerà la nostra vita. Le persone sono influenzate dalla pubblicità: si sintonizzano su un prodotto, ne vengono attratte e infine lo comprano. Allo stesso modo anche noi saremo influenzati da ciò su cui ci sintonizziamo. Questa è la legge della natura: “Diventiamo ciò con cui ci associamo”. Per esempio, se mettiamo un pezzo di ferro nel fuoco, il ferro diventa rosso come il fuoco, ma se lo mettiamo nel ghiaccio, a causa della sua associazione con il ghiaccio, diventerà freddo come il ghiaccio. Così yoga significa semplicemente sintonizzare la nostra mente su un canale spirituale. Nella Bhagavad-gita (2-62) è descritto che contemplando l’oggetto dei sensi si sviluppa attaccamento. La contemplazione è il modo che utilizza la mente per sintonizzarsi. La nostra direzione nella vita è completamente determinata da ciò che contempliamo, e dalla stazione e dai canali su cui la mente si sintonizza. La mente contempla ed in seguito attiva i sensi. L’oggetto più bello da contemplare può essere accanto a noi, ma se la mente è assorta altrove non lo guarderà nemmeno. Perciò la Bhagavad-gita afferma: “Per una persona che controlla la mente, la mente è la migliore amica, ma per chi è incapace di controllarla, la mente è la peggiore nemica”. Se la nostra mente è controllata, non ci sono nemici esterni. Così dovremmo cercare di evitare le forze negative, perché ogni volta che lo facciamo, la nostra ricettività verso le forze positive si riduce. Se evitiamo tutte queste altre stazioni e ci sintonizziamo sul canale del Supremo, allora la nostra ricettività per la spiritualità diventerà sempre più profonda.

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