“Possiamo essere spirituali senza essere religiosi?” di Radhanath Swami

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Domanda a Radhanath Swami: Sono stato cresciuto come religioso cattolico. Una volta cresciuto mi sono informato ulteriormente e direi di aver acquisito dei valori, ma sono diventato meno religioso. Vorrei chiederti: è necessario che religione e spiritualità si equivalgano? Pensi che le persone possano essere spirituali, avere valori, senza essere affatto religiose?

Radhanath Swami: Dipende dalla nostra definizione di spiritualità e religione. I valori sono richiesti per essere genuini in ogni percorso spirituale o religioso. Nel sistema dello yoga ci sono yama e niyama che sono basati sui nostri valori, sulla nostra etica e sulla nostra morale perché non possiamo costruire realmente la nostra esperienza spirituale se non abbiamo questi valori. Quando guardiamo una religione e una forma di spiritualità e non vediamo questi valori spesso ci allontaniamo. Così questi valori sono necessari.

Il carattere universale di chiunque sia in un cammino religioso o spirituale (se lo sta seguendo bene, in modo profondo) manifesterà dei valori universali: compassione, onestà, autocontrollo, generosità, saggezza e consapevolezza interiore. Sia che una persona sia cristiana, musulmana, ebrea, hindu o qualunque altra cosa, questi sono valori che troviamo nelle scritture e nelle vite dei santi. La persona realizzata, santa, può essere la madre di tre figli o un monaco che viaggia il mondo e predica.

La nostra vera identità spirituale è oltre la vita e la morte, ed è un cammino che ci porta a quell’amore interiore estatico per Dio e ogni altro essere. Questo amore è dentro di noi. I valori con cui viviamo, senza questa connessione, non ci portano alla stessa profondità oltre la vita e la morte così come invece accade in un profondo cammino spirituale.

Se tu consideri la religione un concetto settario di spiritualità, allora sì, potrebbe essere fuorviante, ma la vera religione è quella spiritualità essenziale che porta la nostra compassione ad uno stadio più profondo, a livello del corpo, della mente e del nostro sé. Si possono avere valori basati sulla morale senza il concetto di vera religione o vera spiritualità: possiamo essere brave persone, pacifiche, pie, e tutto il resto, ma per raggiungere la profondità della nostra anima, essere strumenti di compassione e realizzare noi stessi oltre la mortalità di questi corpi vulnerabili e di questa mente, abbiamo bisogno di un vero percorso spirituale.

Così, sì, potremmo essere davvero delle brave persone e potremmo fare la differenza, ma sai, se dobbiamo fare quella connessione trascendentale, è importante avere ciò che potresti chiamare religione – ma senza la sua concezione settaria.

 

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