“Sul desiderio” di Radhanath Swami

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Il vero motivo per cui stiamo soffrendo in questo mondo è l’egoismo. Pensiamo così tanto a “io” e “mio”. Questa è l’ancora che che ci mantiene in questo mondo vita dopo vita. Anche se pratichiamo la spiritualità abbiamo ancora tanti desideri materiali. Perché? Come funziona questo processo?

Hanno fatto la stessa domanda a Srila Bhaktisiddhanta Maharaj. Ha raccontato la storia della festa per un matrimonio. Una coppia appena sposata ha fatto un viaggio in nave mentre era già calata la notte. Il capitano ha iniziato a remare ed ha remato tutta la notte, ma quando la coppia si è svegliata al mattino era ancora nello stesso punto. Ognuno rimase confuso in un primo momento, ma poi si resero conto che il capitano aveva dimenticato di rimuovere l’ancora. Ha remato tutta la notte, ma non è andato da nessuna parte. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Maharaj ha descritto come il nostro desiderio di godere di questo mondo sia quell’ancora. I nostri attaccamenti sono quell’ancora. Se non cambiamo il nostro desiderio facendo una scelta consapevole di cambiare i nostri attaccamenti possiamo praticare la spiritualità tutta la vita senza andare da nessuna parte.

Possiamo fare tante belle cose, ma ancora criticare gli altri ed essere egoisti. Cosa significa? Che non abbiamo tolto l’ancora. Possiamo fare un pò di vita spirituale e migliorare un pò, ma non faremo un grande avanzamento fino a quando non cambieremo i nostri desideri. Per questo Krishna e il Suo nome reciprocano con il nostro desiderio.

A cosa serve la filosofia senza un buon carattere? Queste cose sono basate sul desiderio. Ascoltiamo quali erano i desideri dei grandi santi. Essi pregavano il Signore: “Non soddisfare la mia lussuria, ma liberami dalla lussuria, dall’orgoglio, dall’illusione, dall’avarizia, dalla rabbia e dall’invidia. Voglio solo servirTi.” Se sviluppiamo questo desiderio allora potremo procedere, ma dobbiamo rimuovere l’ancora.

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