“Tre tipi di illusione” di Radhanath Swami

guna

Nella Bhagavad-gita Krishna dice: “Questa mia energia divina (maya) è difficile da superare”. Maya, o illusione, è essenzialmente la nostra dimenticanza di Dio.

E’ il potere che fa dimenticare al puro spirito la sua identità, che gli fa dimenticare la sua eterna natura e relazione con il Divino. Così, ricordare il Signore e la nostra relazione con Lui è di fondamentale importanza per la nostra vita spirituale.

Maya opera attraverso il processo di creare la dimenticanza di Dio da una parte, e dall’altra crea attaccamento per la gratificazione dei sensi, specialmente in accordo ai guna, o influenze della natura materiale, a seconda di quella che maggiormente ci influenza.

La natura dell’anima è che cerca piacere, e maya, conoscendo la nostra sete di felicità, sa esattamente cosa utilizzare in accordo all’influenza che ci controlla. Così crea dei miraggi sotto forma di piaceri temporanei, che comunque non ci soddisfano mai interamente.

Per coloro che sono avidi, o lussuriosi, maya utilizza la corda del raja guna (l’energia della passione) e connette la loro coscienza ai piaceri sensuali, al desiderio di soldi, fama e prestigio.

Le persone influenzate dal tamo guna (l’energia dell’ignoranza) non sono nemmeno interessate a queste cose, ma allo stesso modo si intossicano; così l’energia dell’ignoranza degrada la loro coscienza alle più basse forme di gratificazione dei sensi.

Per qualcuno che invece è controllato, che è una persona di cultura, morale e che segue la disciplina religiosa nella sua vita, influenzato dal sattva guna (energia della virtù), non saranno così attraenti le energie più basse della natura.

Quindi maya ha un’altra modalità per influenzare queste persone attraverso forme di gratificazione dei sensi trovate nella pietà, nella carità… In questo modo maya stringe con una corda il cuore di queste persone tenendolo legato alla gratificazione dei sensi del sattva guna.

Un bhakti-yogi deve avere il potere di discernere in modo da capire come funziona maya e capire filosoficamente la differenza tra un miraggio e la realtà. Una volta compresa la realtà ci dobbiamo distaccare da quell’attaccamento. Se non siamo attaccati a queste cose smettiamo di essere delle marionette, che ripetutamente soffrono tra le grinfie di maya.

Per passare dal desiderio di gratificazione attraverso i sensi all’attaccamento verso Dio serve sperimentare un gusto superiore, oppure non sarà possibile mantenere una restrizione. Il gusto superiore nasce per la grazia di Dio attraverso la nostra pratica sincera.

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