“Come mantenere la mente stabile” di Radhanath Swami

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La natura della mente è simile a quella di una scimmia: salta da un ramo all’altro. Va su un ramo, poi su un altro, poi su un altro ancora. E’ così che funziona anche la mente. Ma quando dai alla scimmia una buona banana, è felice. Allo stesso modo, la Bhakti è il processo che dà alla mente una profonda e soddisfacente esperienza.

Anche se potremmo non sentire da subito quel gusto superiore, sapere che questo ci sta aspettando ci aiuta a mantenere la mente stabile. Tornando all’analogia della scimmia, questa smetterà di saltare da un ramo all’altro anche prima di gustare la banana. Smette di saltare quando inizia a sbucciare la banana.

La nostra pratica spirituale, la nostra sadhana, è come sbucciare la banana. Sappiamo che il gusto superiore è lì – dentro – così come la scimmia sa che la banana è dentro la buccia. E solo sapendo che è lì e tenendo la mente focalizzata sul processo, la nostra mente è mantenuta stabile.

Così quando cantiamo i Nomi Divini la mente andrà qua e là, non preoccupartene, semplicemente riportala indietro. Portala indietro alla divina vibrazione sonora. Questa è la nostra meditazione. Cercare di tenerla lì, e se scappa (e sicuramente scapperà), allora la riportiamo indietro appena ci rendiamo conto che si è distratta.

Mentre facciamo servizio (seva), se realizziamo che la nostra mente sta vagando, la riportiamo indietro. “Sto facendo questo per Krishna, lascia che lo faccia nel miglior modo possibile.” Più ci assumiamo la responsabilità di fare qualcosa di meraviglioso per Dio – spazzare per terra, cucinare o fare il nostro lavoro – se lo facciamo davvero per Krishna, per Dio, saremo molto attenti a tutti i dettagli per farlo al meglio e questo terrà la nostra mente concentrata.

 

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