“Il ruolo del maestro spirituale” di Radhanath Swami

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Quando una goccia di pioggia cade dalle nuvole è trasparente e pura, ma quando entra in contatto con la sporcizia diventa fangosa. Filtrando l’acqua la riportiamo al suo stato naturale. Allo stesso modo, la nostra vera coscienza è di amare Dio, ma a causa della nostra connessione con la natura materiale, la nostra coscienza si è contaminata. Spiritualità significa filtrare la nostra consapevolezza e riportarla al suo stato naturale. Questo è ciò che ci aiuta a fare il maestro spirituale.

Non possiamo sentire Dio nel nostro cuore, ma il maestro spirituale ha questa connessione con Dio e può aiutare anche noi a connetterci a Lui. Il maestro spirituale non è Dio, ma Dio si rivela a noi attraverso il maestro spirituale. Un vero maestro non ci chiede di avere fede cieca, ma ci chiede di avere una ragionevole fiducia e ci chiede di utilizzare la nostra intelligenza per comprendere Dio.

Una volta chiesero al mio maestro spirituale Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada: “Sei il guru del mondo intero?”, e Srila Prabhupada umilmente rispose: “Non sono il guru di nessuno, ma sono il servitore di tutti.” Questa è la perfezione e la qualifica di un maestro spirituale.

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