“Rifugio materiale e rifugio spirituale” di Radhanath Swami

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Tutti cercano rifugio. Ci sono due aspirazioni primarie: il piacere e il rifugio. Le persone vogliono sia un rifugio fisico che un rifugio emotivo. Il rifugio fisico si riferisce al mantenimento della vita e alle facilitazioni per la gratificazione dei sensi. Il rifugio emozionale è il nostro falso ego che vuole essere amato. Un’anima condizionata vuole essere rispettata e adorata, ma questa è una modalità distorta per trovare l’amore. Il falso ego crea l’idea distorta che l’esperienza dell’amore arrivi tramite l’adorazione e il rispetto. Fino a quando non faremo esperienza del vero amore avremo bisogno di tutto ciò. L’umiltà è il sintomo naturale dell’amore per Dio. Se ami Dio e senti il Suo amore non avrai bisogno di nessuna di queste cose. L’umiltà non è solo il processo, ma anche il sintomo di una persona che ha raggiunto lo scopo della vita. Abbiamo bisogno di queste manifestazioni di rispetto e adorazione dall’esterno perché sentiamo un vuoto dentro di noi. Chi sta trovando la soddisfazione sente l’amore di Dio e non gli interessa di essere adorato o denigrato.

Spesso prendiamo rifugio in Dio nel momento del bisogno, ma dovremmo prendere rifugio anche nella bellezza e nella dolcezza di Dio.

Dopo aver praticato per tanti anni ci si potrebbe chiedere: “Perché non sto sperimentando il nettare della Bhakti dopo tutti questi anni?”. Perché stai prendendo rifugio nelle cose materiali e questo potrebbe andare avanti per tante vite fino a quando non diventerai umile e comprenderai che non stai prendendo rifugio in Dio. Sotto il sole cocente, quando ti trovi sotto un albero, ricevi ombra e rifugio. Non devi chiedere rifugio all’albero, lo ottieni immediatamente, ma devi attivamente prendere rifugio sotto l’albero. Il problema è che quando c’è una giornata nuvolosa non guardiamo nemmeno gli alberi, semplicemente continuiamo a camminare. Allo stesso modo, sfortunatamente, quando non c’è una crisi nella nostra vita, pratichiamo la nostra vita spirituale come una routine, ma quando c’è una crisi gridiamo sinceramente, “Krishna, salvami!”. Ma sia che la situazione sia felice o dolorosa, un devoto vede la fortuna in ogni situazione perché questo lo aiuta a prendere rifugio in Dio.

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