“Perché solitamente preghiamo dal cuore solo quando soffriamo?” di Radhanath Swami

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Domanda a Radhanath Swami: Durante i momenti di sofferenza siamo capaci di pregare dal cuore, altrimenti, per la maggior parte delle volte, le preghiere vengono dalla mente e offerte in modo meccanico. Perché è così? Perché solo nella sofferenza la mente si placa e ci consente di pregare dal cuore?

Radhanath Swami: Ciò di cui parli fa spesso parte della natura umana, ma dobbiamo coltivare uno standard più elevato. Quando hai successo e tutto va secondo i tuoi piani, puoi ringraziare Dio per le benedizioni che ricevi: “Non merito questo, ma mi stai donando ugualmente così tanto. Mi stai donando l’aria da respirare, cibo da mangiare, mi stai donando il tuo Santo Nome, e la compagnia di grandi personalità. Mi stai donando così tanto!”. Questo ci renderà felici. Anche questa è una preghiera perfetta. Nella felicità o nella sofferenza, nell’onore o nel disonore, nel successo o nel fallimento, nella vittoria o nella sconfitta, nel caldo o nel freddo, nella salute o nella malattia, possiamo pregare dal nostro cuore e cantare dal cuore i nomi di Dio. Quando soffriamo possiamo chiedere aiuto, quando le cose vanno molto bene, possiamo ringraziare. Ma sappiate che nessuna delle due situazioni durerà a lungo.

 

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